|
|
|
| |
Il consolidarsi della riforma ha prodotto
i suoi effetti anche sul piano dell'uso degli strumenti
didattici, ovvero i libri e tutti gli altri supporti.
I corsi e gli argomenti si sono moltiplicati, le bibliografie
si sono arricchite e diversificate. In conseguenza di
ciò è sempre più facile imbattersi
in programmi d'esame che indicano più testi in alternativa fra di loro e a volte ne indicano lo studio
solo di alcune parti o capitoli. È sempre più
diffuso l'utilizzo di materiale didattico prodotto direttamente
dai docenti stessi e, in più, è sempre più
diffusa l'adozione di manuali pensati per le scuole medie
superiori. In molti casi la scelta dei testi e degli strumenti
fa riferimento a produzione e ricerca straniera.
|
|
| |
|
|
| |
L'emergenza di questa nuova realtà
richiederebbe analisi puntuali ed efficaci. Mentre, al
contrario, risulta clamorosa nell'ambito dell'università
l'assenza di strumenti di rilevazione così come
invece accade - ormai con puntualità e rigore -
nella scuola primaria e secondaria. È infatti noto
che sono disponibili sia per il Ministero che per tutti
gli operatori scolastici i dati relativi ai testi in adozione,
la loro utilizzazione per grado di scuola e per localizzazione
geografica.
|
|
| |
|
|
| |
L'autonomia degli atenei sancita con la
recente riforma, dovrebbe imporre a tutti gli operatori
una più ampia divulgazione delle proprie attività,
proprio in virtù della necessità della valutazione
della qualità del lavoro svolto. E in questa direzione,
esaminare (come qualcuno cerca di fare) solo alcuni aspetti
strutturali - peraltro importantissimi - può essere
limitante. |
|
| |
|
|
| |
Noi pensiamo che la disponibilità
di dati completi sull'uso dei principali strumenti didattici
coinvolga gli interessi di tutte le componenti dell'U.
I. e di tutti gli operatori del settore. Perché
la possibilità di un'analisi qualitativa e quantitativa
del prodotto editoriale scientifico consente di affrontare
vari livelli di elaborazione: quello della conoscenza,
della valutazione, del confronto e dell'aggiornamento.
Quando questi dati fossero disponibili, tutti i soggetti
operanti nell'area della didattica universitaria, Istituzione
compresa, sarebbero in grado di sapere su quali e quanti
testi per ogni argomento si preparano gli studenti. E
ancora, quali testi e quali argomenti vengono proposti
nell'ambito dell'educazione superiore.
|
|
| |
|
|
| |
Con questi elementi diventerebbe più
realistica la valutazione della qualità della didattica
nei nostri atenei. E questa - unita anche a quella di
tipo strutturale - sarebbe finalmente
u t i l e |
|
| |
|
|
| |
- agli operatori per poter programmare
la produzione e gli investimenti
- all'Istituzione per disporre
di dati per la valutazione dell'insegnamento impartito
- agli studenti per accedere
al massimo di documentazione
- ai docenti per poter confrontare
il proprio lavoro e per l'aggiornamento
- al mercato del lavoro per
conoscere il livello di preparazione dei laureati
- alle Istituzioni locali per
diffondere informazioni sul territorio agli studenti,
agli operatori economici e alle famiglie.
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|